Perchè Mansio Quadrata?

Perché una nuova pro loco denominata “Mansio Quadrata” come nel 1958?
Allora il dottor Rigaldo Viretti volle questa intitolazione sia in seguito ai nuovi ritrovamenti archeologici nel sito vicino ai Quarini sia per un doveroso apprezzamento agli studi che l’avvocato Vincenzo Druetti aveva effettuato in merito alla discussa ubicazione del reale sito dell’antica Mansio Quadrata, dissipando così ogni dubbio precedente.

E oggi?
Il volto di Verolengo è cambiato: non più un Paese prettamente agricolo con un discreto numero di operai, non più un Paese che si apriva alla ripresa legata al carro del boom economico, ma un Paese quasi “dormitorio” formato da un crogiolo di culture e mentalità diverse chiamate a convivere, a condividere, a crescere e ad arricchirsi vicendevolmente.Proprio per questo occorre una base comune su cui innestarsi e lavorare insieme: è questa non poteva che essere la civiltà romana, matrice comune della cultura e della storia di tanti popoli e soprattutto madre della nostra lingua. Inoltre l’appellarsi alle radici romane del nostro territorio vuole anche dare un’impronta culturale a questa nuova Associazione.

Che cos’era la Mansio Quadrata?
Nell’attuale frazione Benne, situata lungo l’antica strada Trino / Pavia, nella zona circostante le attuali cascine storiche del Quarino Bianco e del Quarino Rosso vi era un insediamento romano di una certa rilevanza, forse del primo secolo A.C. che fungeva da “stazione di tappa”. I luoghi di tappa lungo le strade principali erano detti mutationes se in essi avveniva il solo cambio di cavalli, mansiones se erano dotati di alloggi e di servizi necessari per accogliere i viaggiatori, farli riposare e rifocillare, cioè quello che per noi oggi è un moderno autogrill.Nulla rimane nella frazione Benne delle costruzioni originali in quanto il sito non è mai stato abbandonato e pertanto ha subito l’evolversi della storia; tuttavia dai confronti con altre mansio, possiamo supporre che il sito fosse dotato di “albergo” in cui i viaggiatori potevano rifocillarsi e dormire, di un caseggiato destinato ai servizi necessari per trasporti: uomini, animali e carri.In questo settore del fabbricato logicamente dovevano trovarsi i dormitori per gli addetti ai servizi ed alla posta, l’officina per la riparazione dei carri, il laboratorio del maniscalco ed i deposito per paglia e fieno, destinato agli animali. Non è da escludere che si trovasse distaccato dal grosso fabbricato, un tempio dedicato a qualche divinità, in modo che i viaggiatori, prima di riprendere il viaggio, spesso pieno di insidie, potessero avere il confronto della fede e l’assistenza delle divinità.

Che cosa rimane della romana Mansio Quadrata?
Con l’arrivo delle invasioni barbariche la mansio si adatta alle nuove situazioni: se la strada Torino – Pavia perde importanza, il corso del vicino fiume Po, dal porto di Chivasso a Crescentino dove la Dora Baltea si immette nel Po, viene donato all’Abbazia di Lucedio con privilegio di Lotari dell’ 843, riconfermato nel 999 da Ottone III. Si suppone quindi che la nostra mansio, ubicata tra il corso navigabile del Po e la strada romana mai scomparsa, sia sopravvissuta alle invasioni barbariche.E’ nata così una nuova civiltà formata dall’incontro e dalla fusione di due mondi in evoluzione l’uno verso l’altro, da una convergenza di struttura romana e barbarica che si andavano trasformando ed integrando.In pieno Medioevo, tra le dipendenze dell’Abbazia di Vezzolano, compare Quadrato, Quarato, Quadratis, Quadrata, toponimi che testimoniano che l’autentica mansio era costruita come un castrum e quindi doveva avere grande importanza militare. Infatti già in epoca romana Quadrata fu utilizzata come base militare, presidiata da una colonna di soldati, per la conquista del territorio settentrionale. Pertanto si può supporre che il sito romano avesse l’aspetto di una fortezza.In un documento del 1305, in cui la nostra mansio viene denominata quadrato, il proprietario vende tutto ciò che possiede “ … castro, villa, poderio, contitu, segnartu et inrisdictione quaratis”. Inoltre si parla della chiesa di S. Paullo de Quadrato.Per castro dobbiamo intendere una costruzione medievale efficiente che il documento descrive circondato da un fossato.

Per la prima volta nel 1420, dopo un silenzio di 115 anni, troviamo in un documento dell’archivio Arcivescovile di Ivrea la denominazione di Quareto, possedimento feudale del Vescovo di Ivrea.Il documento parla anche dei confini dell’insediamento situato tra il Po, la Dora, Monteu, Lauriano, Brusasco e Verolengo. Nel 1452 la comunità di Verolengo si procurava una rilevante somma di denaro per acquistare la giurisdizione di Quadrato mentre nel 1492 acquistò dal Vescovo i diritti sul quadrato ed incorporò nel proprio territorio tutta la zona della Mansio, libera da ogni dipendenza.Oggi le due costruzioni del Quarino Bianco e del Quarino Rosso assimilano solo una parte dell’antica mansio, molto più vasta, però ne testimoniano l’ubicazione.

Informazioni tratte da :AA.VV, “Mansio Quadrata insediamento romano in Verolengo” 1996

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